Le Panizze, antico cibo di strada

Si è concluso da pochi giorni il Pisa Street Food, un evento interamente dedicato al cibo di strada. Per tre giorni il meglio della cucina itinerante si è riunito nel Parco della Cittadella di Pisa per offrire ai cittadini cibo, musica e divertimento. Un cibo particolare, veloce, pensato per essere consumato per strada mentre si passeggia, diverso da zona a zona perché molto legato alle tradizioni agroalimentari del territorio da cui proviene, e spesso, contrariamente a quanto si può pensare, di elevata qualità.

Il fatto che si consumi per strada, spesso in piedi o camminando, potrebbe farci pensare a un cibo nato per le esigenze di una vita dai ritmi sempre più frenetici. Invece il cibo di strada ha origini antichissime. Probabilmente era già un’usanza Egizia, adottata poi nell’antica Grecia dove era rappresentato dal pesce appena pescato, fritto e venduto per strada. Ha avuto poi una grande diffusione nell’Impero Romano. Visitando Pompei possiamo ancora osservare i resti di quelli che erano i thermopolia, locali semi-aperti costituiti da banconi di pietra rivolti verso la strada nel quale erano incassate delle anfore di terracotta che venivano riempite con cibo e bevande pronti all’uso.

La tradizione del cibo di strada attraversa anche il Medio Evo e l’Età Moderna senza conoscere crisi, ed arriva indenne fino a noi. Ma oggi assume un’importanza e un significato diverso.

La sua origine è sicuramente povera e molto legata al territorio, nei secoli ha costituito un pasto a basso prezzo che tutti si potevano permettere o magari una piccola fonte di reddito per chi cercava di “arrangiarsi” e mettersi qualche soldo in tasca.

In Italia ogni regione ha il suo cibo di strada che la caratterizza. Dagli arancini siciliani al castagnaccio tipico di Toscana e Liguria, dallo gnocco fritto dell’Emilia Romagna alla farinata Ligure (o cecina Toscana), dagli arrosticini Abbruzzesi al Cuoppo Napoletano. E poi i panini, l’universale Hot Dog e i più tradizionali e nostrani: il lampredotto Toscano, le Panelle Siciliane, il Pani c’a meusa Palermitano.

E quanti di voi si ricordano le strade semideserte degli anni ’60 dove si poteva giocare a calcio o a campana e dove  “il carretto passava e quell’uomo gridava Gelati!!!”.

La riscoperta dello Street Food oggi è riscoperta di cibi e tradizioni popolari, culture e identità territoriali senza tralasciare qualità e raffinatezza dell’offerta.

Il nostro omaggio allo street food è una ricetta legata alla tradizione di molte regioni, dalla Sicilia alla Toscana. Sono delle gustose frittelle a base di farina di ceci che a Carrara, da dove arriva la ricetta di oggi, erano conosciute come Panizze e venivano vendute per strada dai “castagnaccini”.

Ingredienti semplici e poveri per una ricetta nutriente e che oggi riproponiamo con un occhio di riguardo anche per l’aspetto salutistico.

Storie di Sapori - Panizze di farina di ceci

Ingredienti: 

200 gr di farina di ceci Toscani

300 gr di acqua

Sale q.b.

Olio di Girasole Alto Oleico per la frittura

Preparazione: 

Setacciare la farina in una casseruola, aggiungere il sale e versare l’acqua poco alla volta mescolando continuamente fino ad ottenere un impasto semiconsistente.

Mettere la casseruola sul fornello a fuoco bassissimo e far cuocere per 15 minuti mescolando continuamente e aggiungendo acqua se necessario per non far indurire troppo l’impasto che a fine cottura deve risultare della consistenza della polenta.  

Versare l’impasto in una scodella precedentemente unta con parte dell’olio di girasole alto oleico e lasciare raffreddare.

Una volta raffreddato tagliare l’impasto a fettine di circa 1 cm di altezza e infarinarle. In una padella far scaldare abbondante olio di girasole alto oleico e far friggere le panizze nell’olio ben caldo.

Le panizze sono un’ottima merenda o un gustoso contorno e possono essere servite sia calde che fredde.

Buon appettito!

Preparala così, segui la ricetta passo passo: