Canapa: dai semi all'olio, dalla farina alla pasta

A cura di: 

Dr.ssa Giada Guidi
Dietista
Master in Disturbi dell’Alimentazione e dell’Obesità
Membro Ordinario dell’AIDAP
Consulente della U.O. Gastroenterologia Universitaria dell’Università di Pisa

Coltivazione canapa sativa

Quello che sappiamo della Canapa è che sicuramente era coltivata e apprezzata per le sue proprietà curative in tempi antichissimi. L’olio estratto dai suoi semi veniva utilizzato già dai cinesi intorno al 3.000 a.C. per curare le infiammazioni della pelle.

L’utilizzo terapeutico della canapa è documentato anche nella letteratura araba a cavallo dei secoli VIII e IX.

Ma il seme della pianta di canapa, la Cannabis sativa, oltre che per scopi curativi è utilizzato anche in cucina ed è un alimento vegetale ad alto valore nutrizionale. Contiene infatti un 20-25% di proteine e soprattutto tutti e nove gli aminoacidi essenziali, in una combinazione proteica unica in tutto il mondo vegetale.

Il seme di canapa presenta anche una frazione grassa (34-35°%) di ottima qualità, costituita per il 70-75% da una miscela di acidi grassi polinsaturi: l'acido linoleico (omega 6), l'acido linolenico (omega 3) ed il gammalinolenico.

Quest’ultimo è un acido grasso della famiglia degli Omega-6, insostituibile nel processo di sintesi delle prostaglandine, ovvero delle sostanze che regolano l'attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi.

Nei semi di canapa troviamo inoltre vitamine e sali minerali quali la Vitamina E, il Fosforo, il Magnesio, il Ferro, lo Zinco e il Manganese.

Ma, detto tutto questo, come possiamo utilizzare questo prezioso alimento?

Vario può essere l’utilizzo.
Ad esempio a colazione aggiungendo i semi di canapa al muesli, al latte o alla yogurt, oppure arricchendo la nostra merenda aggiungendo 1-2 cucchiai di semi a un frullato di frutta casalingo oppure alla marmellata o ad altre creme spalmabili.

Triturati e serviti su insalate o verdure grigliate, su un hummus di ceci, magari tostandoli prima qualche minuto a fuoco vivace renderanno le nostre pietanze più ricche dal punto di vista nutrizionale.

Se vogliamo invece aggiungere croccantezza a una impanatura possiamo aggiungere i semi di canapa triturati nel pangrattato o nella farina. Sono ottimi anche aggiunti all’impasto di polpette o burger, che lo rendono non solo più croccante ma anche più saporito.

Essendo semi oleosi, i semi di canapa sono adatti anche per ricavarne olio. L’olio di semi di canapa è un alimento che si ricava per estrazione o per spremitura a freddo dei frutti della pianta di canapa.

La spremitura meccanica a freddo garantisce che le sostanze benefiche contenute nei semi vengano passate integre all’olio. L’olio di semi di canapa è quindi un olio ad alto valore nutrizionale.

Ma la caratteristica che aumenta ancora di più questo aspetto risiede nel fatto che l’olio di canapa ci fornisce entrambi gli acidi grassi (ω-3 e ω-6) in una proporzione benefica per l’uomo, cioè rispettando la proporzione ideale che varia da 3:1 a 5:1.

Se confrontiamo la componente grassa dell’olio di canapa e dell’olio di oliva notiamo che l’olio di canapa risulta più povero di grassi saturi e molto più ricco di grassi polinsaturi (Omega-3 e Omega-6).

L’olio di canapa è anche una buona fonte di vitamine A, E, PP, C, e del gruppo B.

Ma quali sono i benefici che possiamo avere dall’utilizzo quotidiano dell’olio di canapa?

Un consumo regolare di olio di canapa può aiutarci a migliorare la risposta del nostro sistema immunitario sia come prevenzione che come trattamento di malattie di origine infiammatoria.

E’ stato dimostrato inoltre che 4-5 cucchiaini al giorno di olio di canapa fanno diminuire i livelli eccessivi di colesterolo LDL e di colesterolo totale nel sangue oltre a diminuire il grado di aggregazione piastrinica e svolgere un’azione cardioprotettiva.

In cucina l’olio di canapa, di colore chiaro e sapore gradevole, può essere utilizzato per condire a freddo insalate, pane, minestre. Per il suo basso punto di fumo non è invece adatto ad essere utilizzato in cottura e nelle fritture.

E’ un olio abbastanza delicato, per preservarne le qualità è importante che sia conservato in bottiglie di vetro scuro e, dopo l’apertura, deve essere conservato in frigorifero e comunque consumato in tempi non troppo lunghi.

Dalla parte secca della spremitura dei semi, si ottiene invece la farina di canapa che conserva tutte le principali proprietà dei semi.

E’ quindi una farina in cui troviamo tutti gli aminoacidi essenziali, ricca di Omega-3 e Omega-6 nel giusto rapporto, ricca di fibre, sali minerali e vitamina E.

Tra le sue principali proprietà ricordiamo che aiuta a rafforzare il sistema immunitario.

Caratteristica non trascurabile della farina di canapa è che risulta meno calorica di altre farine ed è senza glutine.

In cucina la possiamo utilizzare sia per la preparazione di dolci che di impasti salati. Può essere mescolata ad altre farine in una percentuale di circa il 10% per la realizzazione di pane, torte salate e dolci, biscotti e pasta fatta in casa. Può essere utilizzata per addensare budini e minestre o come integrazione proteica in estratti o frullati.

Ottime le paste secche ottenute con l’aggiunta di una percentuale di farina di canapa.

Mercoledì, 24 Maggio, 2017